AAA Atelier d’Architecture Autogérée

Qualche tempo fa ho scritto del parco di via Montello a Milano: un fantastico esempio di come insieme si possano cambiare certi spazi urbani non sfruttati a dovere… bene… uscendo dai confini milanesi e italiani e facendo un viaggio indietro nel tempo vorrei brevemente raccontarvi di AAA e del loro “eco-intersitizio”.

“Atelier d’architecture autogérée” significa studio di architettura autogestito: in poche parole è una piattaforma collettiva  che conduce ricerche, esplorazioni e studi nel mondo delle azioni urbane, culturali, sociali, in continuo cambiamento.
AAA utilizza delle tattiche urbane per incoraggiare gli abitanti di un quartiere ad autogestire gli spazi urbani in disuso che compongono alcuni quartieri.

Il loro metodo estremamente interessante, propone di passare sopra le contraddizioni e stereotipi proponendo dei progetti nomadi, temporanei e reversibili per esplorare le potenzialità della città contemporanea.

In linea con  “giardini in transito”, gli AAA si ritengono un gruppo che agisce nel creare una città più ecologica e democratica, creando spazi più accessibili a diversi utenti e sopratutto creando dei collegamenti tra diverse persone che si possono occupare della gestione di queste reinterpretazioni dei terzi paesaggi delle città.

Il fattore più interessante di questo gruppo è l’approccio architettonico che hanno nei loro progetti: la ricerca di nuove forme, associazioni e collaborazioni che si basano su uno scambio ed una reciprocità che coinvolgono tutti coloro che possono essere interessati ai progetti, indipendentemente dalla loro importanza economica o sociale.

“la nostra architettura è al tempo stesso politica e poetica in quanto il suo scopo è quello di creare una relazione tra diversi mondi”

Un esempio del loro lavoro  delle loro idee rivoluzionarie lo si può trovare tornando indietro nel 2006 con il loro progetto “le 56″ un progetto per un “eco-interstizio”.

Questo progetto esplora le possibilità di un interstizio urbano e di come possa essere trasformato in uno spazio collettivo autogestito. Iniziato nel 2006, nell’are di St. Blaise a Parigi, il progetto ha creato una collaborazione tra il governo locale, le organizzazione di quartiere, gli abitanti dell’area e le associazioni professionali che si gestiscono dei programmi professionalizzanti nel campo delle eco-strutture.
L’organizzazione del progetto da così spazio  e tempo ad un modello di costruzione che può essere considerato più come un’azione sociale e culturale piuttosto che un semplice cantiere.

Parallelamente a questo metodo di costruzione, si sono create delle connessioni tra gli utenti e gli attori di diversi network culturali e sociali.
Il progetto così sviluppato sottolinea l’importanza della nozione di prossimità e di confini attivi: le mura che delimitano lo spazio diventano dei supporti interattivi, che piuttosto di separare i vicini, diventano un luogo di scambio di informazioni.
L’aspetto ecologico infine è un altro fattore molto importante: energicamente autonomo, dalle impronte ecologiche estremamente basse, con un laboratorio di compostaggio ed uno spazio di riciclo, lo fanno divenire un luogo di ispirazione per tutti quei progetti sociali che sempre più si cerca di creare.

Atelier d'Architecture Autogérée - Passage 56

Atelier d'Architecture Autogérée - Passage 56

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Atelier d'Architecture Autogérée - Passage 56

Atelier d'Architecture Autogérée - Passage 56

Una risposta a “AAA Atelier d’Architecture Autogérée

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